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Dropbox, guida all’archiviazione on-line gratuita per tutti i dispositivi

Dropbox e’ un servizio di archiviazione on-line gratuito, disponibile anche con profili a pagamento che ci consente di tenere in costante sincronia i nostri dati su praticamente qualsiasi device: tra diversi computer, server e smartphone di ultima generazione. Il servizio è multipiattaforma, disponibile per Windows, Mac OS X, Linux, iOS, BlackBerry OS e Android.

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Pubblicato il 30 agosto 2011 in Guide, Software

Dropbox e’ un servizio di archiviazione on-line gratuito, disponibile anche con profili a pagamento per avere più spazio a disposizione che si appoggia ai cloud storage Amazon S3. E’ un servizio ritenuto da molti come rivoluzionario in quanto ci consente di tenere in costante sincronia i nostri dati su praticamente qualsiasi device: tra diversi computer, server e smartphone di ultima generazione. Il servizio è multipiattaforma, disponibile per Windows, Mac OS X, Linux, iOS, BlackBerry OS e Android. Si basa sul protocollo crittografico SSL, ed i file immagazzinati, accessibili tramite password, vengono crittati tramite AES. La versione gratuita del programma permette l’hosting fino a 2 GB estendibili fino a 10 GB in totale (si guadagnano 250 MB per ogni nuova persona invitata che si registri al sito e installi il software sul proprio computer). Dropbox propone anche due tipi di account premium con 50 e 100 GB di spazio rispettivamente a 99$ e 199$ dollari/anno. Il servizio può essere usato via Web, caricando e visualizzando i file tramite il browser, oppure tramite il driver locale che sincronizza automaticamente una cartella locale del file system con quella condivisa, notificando le sue attività all’utente. Nel novembre 2009 Dropbox ha raggiunto la cifra di 3 milioni di utenti, e il 20 gennaio 2010 ha annunciato il raggiungimento di ben 4 milioni di utenze, il che significa che Dropbox è, in teoria, in grado di garantire sui suoi server una capienza di almeno 8 petabyte.

Il servizio sta prendendo sempre più piede e a nostro avviso rappresenterà il futuro dell’informatica: basta considerare che con questo servizio possiamo sincronizzare i nostri dati su tutti i dispositivi che abbiamo a disposizione, ad esempio il Pc dell’ufficio con il Mac di casa o con il nostro smartphone, si dividono tutti lo stesso hard disk ed i stessi dati senza la necessità di installazioni e backup e soprattutto senza una costante conessione ad internet. Il nostro hard disk sarà sempre li tra le nuvole, on the cloud appunto.

Dropbox archiviazione e condivisione on the cloud dei propri files

Guida all’uso di Dropbox
Innanzitutto dobbiamo creare un nuovo account su Dropbox, per fare ciò basta andare sul sito e inserire i nostri dati per la registrazione: nome e cognome, casella di posta elettronica e password. Fatto questo scarichiamo Dropbox dal sito ufficiale, quindi procediamo con l’installazione. Al termine dobbiamo specificare il nostro account su Dropbox; per far questo selezioniamo “I already have a Dropbox account”. Ed inseriamo casella di posta elettronica e password che abbiamo usato per l’iscrizione. Adesso dobbiamo scegliere la dimensione dello spazio: 2GB vengono offerti gratuitamente. A questo punto ci viene proposto un breve tutorial per guidare l’utente al primo utilizzo. Scegliamo infine la cartella di Dropbox dove vogliamo mettere i nostri file ed il gioco è fatto.

Ora possiamo notare la cartella My Dropbox, e l’icona sulla toolbar in basso a destra che ci mostra alcuni messaggi. A questo punto potremo creare delle sottocartelle all’interno della cartella My Dropbox, e copiare i nostri file. Tutto quello che andremo a copiare all’interno di My Dropbox, comprese le cartelle, saranno automaticamente sincronizzate on-line. Il client si occuperà di tenere in costante sincronizzazione una directory del nostro sistema con quella remota sui server Dropbox il tutto in maniera trasparente; la directory sarà presente fisicamente sul nostro pc e si può manipolarne il contenuto come con qualsiasi altra del sistema operativo, e tutte le operazioni verranno replicate sul nostro backup Dropbox, infine, essendo una directory fisica, è possibile usarla anche in modalità off-line per poi avere il sync automatico non appena connetteremo il nostro pc ad internet. Una cartella di fondamentale importanza è “Public”: inserendo al suo interno dei file potrete, tramite il menù a tendina, generare link da poter utilizzare su internet oppure da inviare a qualcuno per farne scaricare il contenuto associato. Cliccando sul collegamento partirà direttamente il download.

Dropbox e la privacy
Sono state diverse le polemiche sul rispetto della privacy da parte di Dropbox che avendo una grossa mole di dati a disposizione può trovarsi a gestire nostri dati sensibili ed informazioni personali. L’azienda ha recentemente annunciato un aggiornamento ai termini del servizio per questioni di sicurezza, spiegando che verranno forniti agli organi governativi i propri file decriptati in caso di richiesta: “Tutte le trasmissioni di dati del file avvengono attraverso un canale cifrato (SSL), tutti i file conservati sui server Dropbox sono criptati (AES-256), gli impiegati Dropbox non possono accedere ai file degli utenti e la risoluzione dei problemi su un account avviene solo tramite l’accesso ai metadata dei file (nome dei file, dimensioni, ecc, ma non al contenuto). Chiunque lavori a Dropbox è conscio del fatto che il nostro bene più importante è la fiducia dei nostri utenti. Dropbox viene utilizzato da milioni di utenti ogni giorno, inclusi i nostri amici e familiari, e promettiamo loro, e a tutti voi, che lavoreremo duro per rendere i vostri dati più importanti sicuri e privati.”

“Abbiamo cambiato i nostri Terms of Service per essere più user friendly e trasparenti: quando guardate i nostri termini del servizio, è utile dare un’occhiata anche a quelli di altre compagnie come Google, Apple, Skype e Twitter. Credo che li troverete molto simili e molte delle compagnie di Internet hanno gli stessi obblighi legali. Quindi, se queste cose sono standard, abbiamo fatto cambiamenti ai nostri termini? Dovevamo essere più user friendly e trasparenti riguardo le nostre policy. Noterete che i nostri Terms of Service (TOS) delineano meglio le situazioni specifiche in cui potrebbero essere rivelati i dati degli utenti. Sentivamo che il nostro vecchio linguaggio TOS fosse troppo ampio e desse a Dropbox dei diritti che non volevamo. Vorremmo avervelo spiegato quando abbiamo effettuato i cambiamenti, ma sfortunatamente non l’abbiamo fatto e siamo dispiaciuti che ciò abbia risvegliato preoccupazioni riguardo alle nostre promesse di mantenere i vostri file privati.”

Dropbox archiviazione e condivisione on the cloud dei propri filesPer quanto concerne le richieste governative, Dropbox spiega: “Ci sono state fatte molte domande a riguardo delle richieste governative di dati. Non riceviamo molte di queste richieste, circa una al mese durante l’anno scorso su 25 milioni di utenti. Si tratta di meno di una per un milione di account. Come tutte le compagnie U.S., dobbiamo seguire la legge statunitense. Ciò significa che il governo ogni tanto ci chiede (e lo fa anche con altre compegnie come Apple, Google, Skype e Twitter) di girare informazioni su un utente in risposta ad una richiesta che la legge di obbliga ad accontentare. Quando riceviamo una richiesta del governo, non ci limitiamo a dar via le vostre informazioni o file. Il nostro team legale vaglia tutte le richieste prima di prendere una decisione. L’esiguo numero di richieste ricevute riguardavano particolari individui posti sotto indagine. Se ricevessimo una richiesta troppo vaga o che non rispetta la legge, combatteremo per i nostri utenti e per il loro diritto alla privacy. Come la maggior parte dei servizi online, abbiamo un numero esiguo di dipendenti che possono accedere ai dati degli utenti quando legalmente obbligati a farlo. Si tratta di un’eccezione, non della regola. Abbiamo policy molto rigide e il controllo dell’accesso tecnico che proibisce agli impiegati l’intrusione se non queste rare eccezioni. In aggiunta, utilizzamo un numero di misure di sicurezza fisiche e virtuali per proteggere le informazioni dell’utente dall’accesso non autorizzato.”

Video Tutorial

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